giovedì 23 settembre 2010

"Esotico" is a state of mind.

Poco tempo fa ho avuto il piacere di conoscere un ingeniere di Modena di 35 anni che lavora non so per quale fantastica ditta, ma fatto sta che ha il tempo ogni due, tre mesi di praticare uno sport molto appassionante: va in posti veramente sperduti a pescare pesci di grandi dimensioni.
Un esempio? Da poco è stato in una zona del Rio delle Amazzoni a 7 giorni di viaggio da qualsiasi centro abitato a pescare un tipo di pesce di fiume (non ricordo il nome dell'animale, sorry!) che pesa dai 300 ai 4o0 chili. Non lo pesca con il fucile. Lo pesca con la canna e l'amo.
È una prova di resistenza che puó durare ore ed ore, e nel 90% dei casi il pesce vince.
È stato in Congo a venti giorni a piedi dalla civiltá, nelle isole piú sperdute del Pacifico, in Asia in posti che non avevo mai sentito nominare....
"Vuoi venire? Tieni in conto che se ti succede qualcosa in quei posti li probabilmente muori perché ti trovi lontanissimo da qualunque forma di civiltá."
"Io mi sa di no, ma lo diró a mia mamma Loria che sicuramente è molto interessata!" (ahahahah).

Comunque gli ho chiesto: "Visto che sei stato in tantissimi posti non frequentati dai turisti, mi sapresti dire qual'è il luogo piú bello, piú suggestivo ed emozionante che hai visto?"

Lui mi risponde:" A novembre, alle 5 del mattino, in un punto esatto del fiume Po tra Piacenza e Parma, il sole che sorge spacca letteralmente la fitta nebbia sul fiume. Sembra di essere su un altro pianeta. Non ho mai visto niente del genere da nessun altra parte."

mercoledì 15 settembre 2010

Vampiri ed ormoni.


Ho avuto anche io la mia fase adolescenziale-vampirica: prima i libri di raconti di vampiri e zombie per giovani lettori, poi Anne Rice e Intervista col Vampiro e poi finalmente Dracula di Bram Stkoer. Cosa attrae dei vampiri agli adolescenti? L'eterna giovinezza, la malinconia, i poteri, l'immortalitá......si si si ma parliamoci chiaro, l'adolescente in pieno risveglio sessuale adora le descrizioni di quei canini che penetrano la carne del collo, quei fremiti di piacere/dolore della vittima, la sete di sangue che non si appaga mai.
Oggi come non mai le librerie sono piene di vampiri soft-porno emo "vegetariani" e gli adolescenti impazziscono.
Lavorando in libreria ho dato un'occhiata al primo libro della saga ed effettivamente lo leggi tutto d'un fiato perché vuoi sapere cosa succede con tanta tensione sessuale...insomma scoperanno Bella ed Edward???? Ce la faranno?????

Giudizi a parte, devo assolutamente aggiornarmi sul genere, perché non sopporto piú le occhiatacce degli adolescenti quando si accorgono che non ho idea di quale sia l'ultimo libro di Stephanie Meyer!

martedì 14 settembre 2010

Torneró presto a scrivere da queste parti, lo prometto sopratutto a me stessa.

martedì 10 agosto 2010

AGOSTOOOO

Evaporo.
Ieri pomeriggio mentre andavo a lavorare a piedi alle 17.30 la cittá era deserta, il termometro al sole marcava 48º e nella vetrina di Max mara c'erano cappotti e sciarpe.

Aaaaaahhhhh il solo pensiero che mi rinfrescava era immaginare quel bel vento d'autunno!

giovedì 22 luglio 2010

"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza"


Sono stata da poco a Sagres, un paesino sperduto del Portogallo vicino al Capo di San Vicente, l'ultima punta d'Europa prima dell'Oceano Atlantico.
Quando ero lí sulla scogliera a strapiombo ad osservare l'infinitá del mare di fronte a me, in un misto di paura e commozione, mi è venuta in mente questa frase della Divina Commedia, una frase forte e potente che Dante fa pronunciare ad Ulisse quando racconta di dover convincere i suoi compagni a viaggiare oltre lo stretto di Gibilterra, verso la fine del mondo conosciuto: "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Eh, mica facile da mettere in pratica peró!
Pensavo anche a Cristoforo Colombo nel 1492 quando si lasció alle spalle Le Canarie e inizió una rischiosissima navigazione verso l'ignoto e combattendo anche con le superstizioni e le paure dei suoi marinai.
Navigare oltre la fine del mondo conosciuto. Che fascino ma anche che paura.

Adesso che l'uomo ha navigato su tutti i mari e messo piede su tutte le terre emerse, cosa ci resta da scoprire?
Tanto, ci sono ancora tantissime sfide della conoscenza che ci aspettano, ci vuole coraggio per portarle avanti e anche fortuna.
Un esempio? Proprio nel Capo di San Vicente c'erano dei pannelli che descrivevano la storia dei navigatori, delle scoperte geografiche, delle guerre, delle conquiste. Erano pannelli montati negli anni '90.
Gli ultimi descrivevano quella che avrebbe potuto essere una rivoluzione energetica per il Portogallo (o per il mondo intero): svariati progetti sperimentali per ricavare energia dalle onde che si stagliano contro le scogliere. Progetti all'avanguardia provenienti da varie universitá del mondo.

Non sono stati trovati i fondi per costruire le infrastrutture.....
Quanti soldi spendono invece le multinazioni per costruire oleodotti che attraversano deserti? O impianti di estrazione in fondo al mare?

Ci vuole coraggio, fortuna e anche un po' di disperazione a questo mondo per portare avanti i cambiamenti.
Del resto anche Colombo scoprí l'America finanziato dai Re Cattolici che erano praticamente sul lastrico per colpa della Reconquista e delle guerre interne, e gli pagarono il viaggio solo nella speranza di trovare veramente le spezie e l'oro dell'India.

sabato 17 luglio 2010

Al mare a luglio ci son tutti....

...grassi e magri, belli e brutti.
Non ero mai stata a Rota (Cadice) in alta stagione. Siamo sempre andati ad aprile, maggio, inzio giugno e poi ottobre. Un paradiso, poca gente, spiaggia pulita.

Ieri, venerdi 16 luglio, io e Rafa eravamo un po' traumatizzati....tutti i tavoli occupati nei bar e ristoranti...la stradina principale del paese piena di gente e passeggini...la spiaggia affollata....anche se basta fare 300 metri verso la spiaggia libera per trovare di nuove pace e tranquillitá. Per fortuna!

Ieri sono andata a fare osservazione antropologica nella spiaggia principale del paese. Il nucleo base di molti gruppi era formato da: 2 ombrelloni vicini (uno dei gelati Algida e l'altro della Coca Cola, regolarmente rubati a qualche bar), 3 frigo portatili, 1 o 2 nonne/zie grasse di almeno 70 anni che restano sempre sedute sotto l'ombrellone e sono le responsabili della gestione del cibo preparato e della sua distribuzione, genitori sull'orlo di una crisi di nervi (lei occhialone da sole che copre gli occhi stanchi che sorveglia i bambini mentre spettegola con la vicina d'ombrellone che guarda caso è anche la sua vicina di casa) (lui pancetta da birra e lattina di birra in mano, parla della vittoria della Spagna ai mondiali con il marito della vicina d'ombrellone nonché di casa), bambini unti di crema solare e urlanti che uniscono in vere e proprie gang disturbando la quiete pubblica.

Leggero menú estivo sotto l'ombrellone alle 14.30: da bere birra per gli adulti e Coca Cola per i bambini. Da mangiare cotolette di pollo, crocchette di prosciutto, patate fritte, torta salata al tonno e peperoni, tortilla di patate, formaggio e jamón! Olé! Olé! Olé!

martedì 13 luglio 2010

L'autostrada del sud.

"L'autostrada del sud" è un racconto di Julio Cortazar. Ed è un racconto speciale, che parla di tutti noi, di come ci comportiamo nella frenetica routine quotidiana, di come cambiamo in circostanze avverse, di come apparentemente miglioriamo per poi ripiombare nei nostri quotidiani clichés, nella nostra quotidiana solitudine e noia.

Immaginate, tornando dal mare, di restare intrappolati in un mega ingorgo in autostrada una domenica alle 4 del pomeriggio, sotto il sole cocente, senza aria condizionata, a qualche ora da Parigi. Passano ore, la prima notte, un giorno, due giorni...è una situazione surreale!
È un racconto che si legge in venti minuti, un libretto carino, una deliziosa edizione che ho pensato di spedire per posta alla mia famiglia qualche settimana fa.

Al postino che l'ha rubato, recapitando la busta vuota nella buchetta delle lettere, mi auguro che il racconto gli sia piaciuto.

Mi piace immaginare che sia capitato fra le mani di una persona sola, annoiata e apatica, che l'ha rubato per sentire una piccola emozione, una trasgressione ribelle, e che poi a provato a leggerlo ma cazzo è in spagnolo...

Cosa succederá a questo libretto? Il ladro l'avrá gettato nella spazzatura? Avrá deciso di trovare la traduzione in italiano o comincerá a studiare spagnolo? L'avrá regalato?

Nella peggiore delle ipotesi il libro non l'ha rubato nessuno, si è solo mediocremente perso ed è in chissa quale angolo o scatola, dimenticato. In questo caso, povero libro perso. Meglio rubato che perso.